Lunedì, 25 Settembre 2017

Cura delle patologie cardiache. L'ospedale Annunziata e la clinica Sant'Anna al top delle classifiche regionali

Il presidio ospedaliero Annunziata di Cosenza e la Casa di Cura Sant'Anna Hospital di Catanzaro sono in cima alle classifiche regionali di www.doveecomemicuro.it per volume di interventi di angioplastica coronarica, bypass, aneurisma dell'aorta addominale non rotto e di ricoveri per infarto al miocardio. Il nostro cuore lavora in silenzio e pompa sangue in tutto il corpo rifornendolo di ossigeno. Egli stesso per funzionare ne ha bisogno in grandi quantità.

A portare sangue ossigenato al miocardio, il tessuto muscolare del cuore, sono le arterie coronarie, che originano dall’aorta. Se questi vasi si restringono oppure ostruiscono a causa della formazione di placche, l'apporto può risultare inadeguato e condurre a infarto miocardico. Per scongiurarlo, è importante innanzitutto correggere le abitudini sbagliate che concorrono a generare il problema, come cattiva alimentazione, fumo, sedentarietà e abuso di alcol. Stili di vita scorretti, infatti, sono in gran parte responsabili dell'insorgenza delle malattie cardiovascolari, che rappresentano la prima causa di morte e di invalidità a
lungo termine. Oltre che intervenire sui comportamenti errati, però, è fondamentale sottoporsi tempestivamente a interventi in grado di ridurre al minimo il rischio di infarto: come un' angioplastica coronarica che permette di mantenere l’arteria adeguatamente dilatata, o un bypass che crea una “strada alternativa” attraverso cui il sangue ossigenato può arrivare al miocardio.Catanzaro ospedale SantAnna ingresso
La scelta del giusto ospedale, in queste eventualità, può rivelarsi determinante così come nei casi di infarto
e di aneurisma dell'aorta addominale non rotto (una dilatazione eccessiva dell'aorta che comporta il rischio di rottura): da un'indagine di
Dove e Come Mi Curo (portale di public reporting delle strutture sanitarie italiane) infatti, è emerso che solo
1 ospedale su 2 in Italia rispetta gli standard ministeriali
per quanto riguarda i volumi di ricoveri per infarto al miocardio (100 casi l'anno) e di
interventi di angioplastica coronarica (250 casi l'anno). E solamente
1 su 4 per ciò che
concerne il numero di interventi di bypass aortocoronarico
(200 casi l'anno) e di
aneurisma dell'aorta addominale non rotto (60 casi l'anno). (F
onti Programma Nazionale
Esiti (PNE) 2016
).
“Il volume di attività è un fattore fondamentale per capire la bontà di una struttura
perché, secondo quanto dimostra un'ampia letteratura scientifica, un alto numero di
interventi ha un impatto positivo sull'efficacia delle cure”,
spiega il comitato scientifico del
portale (composto da
Carlo Favaretti, Alessandro Solipaca, Elena Azzolini e Silvio
Capizzi
).
“In questo contesto, strumenti come il PNE (programma gestito dall’Agenzia
Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali per conto del Ministero della Salute) e Dove e
Come Mi Curo svolgono un ruolo chiave nell'indurre, da un lato, le Regioni a orientare la
propria programmazione sanitaria accentrando i casi negli ospedali in cui gli esiti si sono
dimostrati scientificamente migliori in funzione del volume di attività e, dall'altro, i pazienti
a scegliere più̀ consapevolmente l’ospedale nel quale farsi operare”.
Come confrontare le performance delle strutture?
Basta andare all'indirizzo
http://www.doveecomemicuro.it
/
, inserire nel “
cerca
” la
parola chiave prescelta (ad esempio “cuore”) e selezionare la voce che interessa (ad
esempio “
cuore - angioplastica coronarica con PTCA
”): in cima alla pagina dei
risultati compariranno i centri più performanti per questo tipo di intervento. Il
semaforo
verde
indica il rispetto della soglia ministeriale mentre una
barra di scorrimento
mostra
il posizionamento delle singole strutture nel panorama nazionale. La valutazione viene
fatta considerando
indicatori istituzionali di qualità
come, appunto, i volumi di attività
(dati validati e diffusi dal PNE - Programma Nazionale Esiti gestito dall'Agenas per conto
del Ministero della Salute).
CLASSIFICHE REGIONALI STILATE SULLA BASE DEI 4 INDICATORI
1)
Infarto miocardico
È un grave danno al tessuto muscolare del cuore (miocardio) causato da una diminuzione
improvvisa dell’afflusso di sangue e di ossigeno. Se nelle fasi iniziali di un IMA (infarto
miocardico acuto) viene effettuata la PTCA (angioplastica coronarica) il rischio di morte a
breve termine del paziente è minore.
Le strutture che in Calabria effettuano un maggior numero di ricoveri sono:
-
Presidio Ospedaliero Annunziata, Cosenza (n° ricoveri 716)
-
Azienda Ospedaliera Mater Domini, Catanzaro (n° ricoveri 698)
-
Ospedale Pugliese, Catanzaro (n° ricoveri 473)
-
Presidio Ospedaliero Riuniti, Reggio di Calabria (n° ricoveri 465)
-
Ospedale Civile San Giovanni di Dio, Crotone (n° ricoveri 312)
-
Istituto Ninetta Rosano, Belvedere Marittimo (n° ricoveri 294)
-
Casa di Cura Sant'Anna Hospital, Catanzaro (n° ricoveri 270)
-
Ospedale Civile Locri, Locri (n° ricoveri 264)
-
Presidio Ospedaliero Jazzolino, Vibo Valentia (n° ricoveri 219)
-
Ospedale Civile Ferrari, Castrovillari (n° ricoveri 198)
-
Ospedale Paola, Paola (n° ricoveri 135)
-
Presidio Ospedaliero Santa Maria degli Ungheresi, Polistena (n° ricoveri 133)
-
Presidio Ospedaliero Lamezia Terme, Lamezia Terme (n° ricoveri 112)
Il 57% delle strutture calabresi rispetta lo standard dettato dai riferimenti istituzionali per
quanto riguarda i volumi (almeno 100 l'anno, soglia minima rispettata dal 51% delle
strutture in Italia). Una nota di merito va all'
Istituto Ninetta Rosano
che rispetta anche le
percentuali di mortalità (che devono mantenersi inferiori all'8%) e le percentuali di trattati
con PTCA entro 48 ore dal ricovero (almeno il 45%).
Inoltre, al
Presidio Ospedaliero Riuniti di Reggio Calabria
che rispetta le percentuali di
trattati con PTCA entro 48 ore dal ricovero e
all'Ospedale Pugliese, all'Ospedale di Paola e
al presidio Ospedaliero di Lamezia Terme
che rispettano le percentuali di mortalità.
2)
Bypass aortocoronarico
È un intervento che ha lo scopo di far superare al sangue le ostruzioni o i restringimenti
(stenosi) dei vasi sanguigni che lo portano al cuore.
L'unica struttura che rispetta lo standard ministeriale è:
- Casa di Cura Sant'Anna Hospital, Catanzaro (n° interventi 322)
L’ospedale
Casa di Cura Sant’Anna Hospital
rispetta anche i valori di riferimento per quanto
riguarda le percentuali di mortalità (che devono mantenersi inferiori all'1,5%).
Il 77,8% dei residenti sceglie di farsi curare nella propria regione.
Il 22,2% dei residenti sceglie di farsi curare in altre regioni.
Il 2,2% di interventi eseguiti su non residenti.
Il 50% delle strutture Calabresi rispetta lo standard dettato dai riferimenti istituzionali (200
casi l'anno, soglia minima rispettata dal 24% delle strutture in Italia).
3)
Aneurisma dell'aorta addominale non rotto
È una dilatazione dell’aorta nella sua porzione addominale. Poiché il rischio di rottura
aumenta proporzionalmente alle dimensioni ed alla velocità di crescita, attualmente
l'indicazione al trattamento chirurgico si ha in presenza di aneurismi di diametro ≥5,5 cm o
con rapido accrescimento (>1.0 cm per anno) o, ancora, con aspetti morfologici che
segnalano un elevato rischio di rottura. Il trattamento è sempre indicato qualora
l'aneurisma dia sintomi quali dolore addominale e lombare, segni di compressione delle
strutture circostanti, ecc.
L'unica struttura che rispetta lo standard ministeriale è:
- Presidio Ospedaliero Annunziata, Cosenza (n° interventi 64)
Il 61,4% dei residenti sceglie di farsi curare nella propria regione.
Il 38,6% dei residenti sceglie di farsi curare in altre regioni.
Lo 0,7% di interventi eseguiti su non residenti.
Il 17% delle strutture calabresi rispetta lo standard dettato dai riferimenti istituzionali
(almeno 60 casi l'anno, soglia minima rispettata dal 24 % delle strutture in Italia).
4)
Angioplastica coronarica con PTCA
È la tecnica che permette di dilatare il tratto di arteria coronaria occluso o
significativamente ristretto in modo da consentire nuovamente il normale afflusso di
sangue al cuore. Può essere usata per far regredire i sintomi di una coronaropatia, ad
esempio l’angina (dolore al torace) e i problemi respiratori o per limitare i danni al muscolo
cardiaco provocati da un infarto miocardico acuto (IMA).
Le strutture che effettuano un maggior numero di ricoveri sono:
-
Azienda Ospedaliera Mater Domini, Catanzaro (n° interventi 760)
-
Casa di Cura Sant'Anna Hospital, Catanzaro (n° interventi 663)
-
Presidio Ospedaliero Annunziata, Cosenza (n° interventi 531)
-
Ospedale Pugliese, Catanzaro (n° interventi 515)
-
Presidio Ospedaliero Riuniti, Reggio di Calabria (n° interventi 395)
-
Istituto Ninetta Rosano, Belvedere Marittimo (n° interventi 266)